Anna Karenina, dal romanzo di Tolstoj, alle punte di Eifman
Pubblicato in 04. mag, 2012 da Redazione in eventi & fiere, magazine

Appuntamento con la grande danza del panorama internazionale il 9 e 10 maggio prossimo al Teatro Arcimboldi di Milano, la compagnia di Boris Eifman ballet di San Pietroburgo porta in scena Anna Karenina, balletto in due atti basato sull’omonimo romanzo di Tolstoj, su musica di Ciajkovskij.
“La danza è un’arte che permette di realizzare i drammi psicologici. Offre la possibilità di sondare l’inconscio. Ogni nuovo spettacolo è una ricerca dell’ignoto” afferma Boris Eifman “ il romanzo di Anna Karenina mi ha sempre affascinato. Quando si legge Tolstoj, si percepisce lo sguardo acuto che indaga il mondo psicologico dei suoi personaggi. In Anna Karenina troviamo non soltanto lo studio profondo del mondo psicologico della sua eroina, ma una vera rivelazione psico-erotica della sua personalità. Tutto questo è diventato il senso delle mie riflessioni coreografiche.”
Universalmente conosciuto come uno dei romanzi più tragici di tutti i tempi, Anna Karenina è la storia di una donna che s’innamora di un affascinante soldato di cavalleria, lascia per lui il marito e alla fine si suicida piuttosto che accettare il rifiuto dell’amante.
La versione coreografica dell’opera è incentrata sul triangolo amoroso tra Anna, Vronskij e Karenin.
“Karenin” spiega Boris Eifman “è un uomo che non riesce a capire perché la sfortuna lo colpisca: ama sinceramente sua moglie e l’infedeltà della donna è per lui una vera e propria catastrofe. Vronskij è un amante eroico che desidera il frutto proibito, ma velocemente se ne stanca. Mentre Anna è completamente invasa dalla sua passione, trascura perfino i suoi doveri di madre. Troppo per la società ipocrita e convenzionale che la circonda e che la condannata a una vita da esclusa. Anna dipende dal suo amante e questa dipendenza si trasforma in sofferenza, malattia. Per me Anna è un camaleonte, perché ha in sé due esseri. È emblema del desiderio inappagato di essere compresi, sia nella vita sia nella morte.”
Nel suo balletto, il coreografo trasforma questa storia di passione e potere in uno dei più emozionanti e, allo stesso tempo, commoventi balletti di tutti i tempi. Pubblicato nel 1877 e considerato un capolavoro del realismo, il romanzo di Tolstoj pare sia ispirato a Maria Hartung, figlia maggiore del poeta russo Aleksandr Puskin. Poco tempo dopo averla incontrata a una cena, Tolstoj cominciò a leggere la prosa di Puskin ed ebbe la visione di un «delizioso gomito aristocratico e nudo», che risultò essere un primo indizio del personaggio di Anna. Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse l’opera, definendola «un romanzo frivolo dell’alta società», secondo Dostoevskij era «impeccabile come un’opera d’ arte».

















